Condivisione di una nuova cultura

Ormai è quasi un mese che vivo su quest’isola  e ogni giorno che passa rimango  sempre più stupito sul loro modo di prendere la vita. Vivono senza alcuna ansia, sono sempre sorridenti e cordiali, a loro basta veramente poco per divertirsi, e passano gran parte del loro tempo a farsi scherzi a vicenda.  Sicuramente agli occhi di noi europei possono sembrare un po’ pigri e molto lenti, ma andare piano fa parte della loro natura, non sono sicuramente stressati come noi. Qui sembra che  non ci si preoccupi del futuro , della crisi economica che ha investito l’Italia e  il mondo intero. Sull’isola c’è lo stretto necessario per vivere con decoro:  il municipio, la scuola , tre negozi di alimentari, la moschea e l’ospedale per circa 1500 abitanti in tutto. Vi ricordo che alle Maldive è vietato il consumo di alcolici (non per i resort).

 

 

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Sono persone eccezionali  da quello che ho potuto vedere, sempre  gentili pacati e disponibili. I rapporti fra le persone qui sembrano sinceri , non hanno secondi fini . Su quest’isola non esiste droga agonismo e invidia .Sicuramente altrove  non è così. Nella capitale a Malé, ormai occidentalizzata, ci sono gli stessi problemi che si registrano in Italia. Qui sull’isola sembra di vivere  in una campana di vetro.

Un po di sere fa sono andato a bere una cosa con alcuni ragazzi locali e ho avuto modo di parlare ed entrare  in contatto con quelle che sono le loro usanze e tradizioni .

Ho scoperto che qui hanno tantissime feste oltre a tutte quelle più comuni, ci sono: quella per l’indipendenza, quella del governo, quella per la fine del Ramadan, in cui si balla e si suona con il Bodu Bero (grande tamburo). Tanti sono i  riti.

Particolare è quello della sepoltura. Il cadavere viene avvolto in un sudario bianco, e posto senza cassa in una fossa scavata nella sabbia. Il colore del lutto alle Maldive è il bianco. Poi, c’è il rito dell’ inaugurazione di una casa appena costruita. Alcune persone si riuniscono – decidono loro quando – e celebrano una funzione, una sorta di benedizione, pregando e inondando la casa di profumi ed essenze varie. I capelli si tagliano solo il venerdì, che per loro è il giorno della preghiera. Ci sono varie regole per i ragazzi che vanno a scuola. Non si può uscire da casa, se non dopo le sedici. Prima si devono fare i compiti. Niente bagni o distrazioni dalla Domenica al Giovedì. Poi , il venerdì c’è il bagno per i maschi , il sabato quello per le femmine, rigorosamente vestite. La chiamata alla preghiera avviene cinque volte al giorno, la maggior parte dei maldiviani si reca in moschea.

Mentre mi stavano raccontando dei riti noto una cosa a cui non avevo mai fatto caso ovvero non ci sono donne sedute a tavola. La mia domanda sul perché  sorge spontanea.

La donna maldiviana non mangia mai a tavola con gli uomini. Prima serve il marito e i figli. A quel punto il clan femminile si riunisce e mangia da solo. Voglio precisare che tutte le dicerie e le credenze sul mondo islamico, a proposito delle donne che vengono trattate come schiave, io non le ho riscontrate. La donna porta il velo solo se vuole, nessuno può obbligarla. Molte ragazze non lo indossano. La donna qui rappresenta un grande pilastro per la famiglia, partecipa alle discussioni e comunque, non è e non si sente sottomessa al marito. Loro non parlano  di sottomissione, ma di profondo rispetto nei confronti del partner. Gli uomini, dal canto loro, danno una mano nella cura dei figli.

 

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